La Garfagnana, con le sue montagne ed i suoi boschi,
è una fertile vallata ricca di storia e tradizioni, che, attraversata
dal fiume Serchio e dai suoi affluenti, separa le Alpi
Apuane dall'Appennino Tosco Emiliano. L'influenza di due ambienti così
diversi ha favorito lo sviluppo di un paesaggio insolito e particolarmente
affascinante, non solo dal punto di vista geografico ma
soprattutto da quello culturale. Ad un passo dalle città
d'arte di Lucca, Pisa e Firenze, la Garfagnana presenta un ambiente
naturale incontaminato di straordinaria bellezza, nel quale è possibile
immergersi completamente, percorrendo a piedi, a cavallo o in bici, i
numerosi sentieri della vallata oppure incamminandosi lungo le antiche
mulattiere, che portano alla scoperta di caratteristici borghi, delle
tradizioni e della storia di questa terra.
Possiamo partire alla scoperta di questa
valle dalla cittadina di Borgo a Mozzano, nota per avere
nel suo territorio l'asimmetrico Ponte della Maddalena, meglio conosciuto
come "Ponte del Diavolo".
Attraversato il fiume Serchio, si arriva a Bagni di Lucca,
antica località termale, che nel Sette-Ottocento ebbe il massimo
prestigio in quanto Carlo I di Borbone decise l'apertura del primo Casinò
d'Europa, così divenne un polo d'attrazione per numerosi personaggi
tra i quali: Byron, Shelley, Dumas padre, Rossini e Puccini.
Proseguendo in direzione di Barga troviamo
Coreglia Anteminelli, storico feudo che deve la sua fama
al "Museo della figurina di gesso dell'emigrazione" ospitato
nel Palazzo Vanni.
Barga, centro più importante della Valle del Serchio
è oggi un'attiva cittadina commerciale e industriale, ma già
dal XIII secolo fu un fiorente luogo di produzione di tessuti pregiati.
Il centro storico di epoca medievale, con le mura in parte conservate,
si erge su uno sperone sopra la parte moderna, chiamata Barga Giardino.
L'antico Duomo s'innalza al culmine del centro storico, in un piazzale
erboso, da cui si gode l'intero panorama delle montagne circostanti.
Castelnuovo Garfagnana, nota come il capoluogo della
montagna garfagnina, ha origini che risalgono all'VIII secolo. Oggi Castelnuovo
è un attivo centro industriale.
La coltura del farro è da sempre risorsa economica
della Garfagnana, dove si coltiva fin da epoca romana. Riscoperto di recente,
è proposto nei ristoranti di tutta l'Italia. Il farro si può
servire caldo o freddo, condito in molti modi. In Garfagnana, oltre alla
tradizionale minestra, esiste anche una ricetta alternativa che unisce
il farro al riso, che cotti separatamente, vengono poi mescolati e conditi
con pepe, sale, noce moscata, formaggi e buccia di limone. Inoltre squisiti
sono gli ortaggi che si coltivano in Garfagnana ed in particolare gli
"erbi", delle erbette che nascono spontaneamente nei campi che
possono essere consumate crude o cotte, ottime anche come base per una
gustosa frittata. |