Il marmo è una roccia calcarea a struttura
cristallina formatasi per metamorfismo. Le Alpi Apuane sono un immenso
giacimento marmifero, di alcuni km. cubi di volume, il cui ammasso più
consistente è quello di Carrara. Qui l'escavazione si è
sviluppata in tre vallate, Colonnata, Fantiscritti e Ravaccione, dove
oltre al bianco ordinario si estraggono altre varietà di marmo:
statuario, venato, paonazzo, calacata, bardiglio.
L'attività
estrattiva ha origini remote (II sec. a.C.), fu potenziata
dai Romani, che usarano largamente il marmo "lunense"
per costruire ville e monumenti, ed è proseguita con alterne
fortune fino allo sviluppo industriale del secolo scorso. Da allora
si è sviluppata costantemente fino all'attuale produzione
di circa 800 mila tonn. annue con tecniche, materiali e attrezzi
che vengono continuamente perfezionati, migliorando le condizioni
di lavoro e ponendo Carrara all'avanguardia
del settore.
Il
Taglio
Il marmo viene impiegato per vari scopi,
per la produzione di oggetti, per sculture e monumenti e, naturalmente,
per i rivestimenti. L'economia marmifera è incentrata principalmente
intorno al settore dell'arredamento. Il marmo ricavato dalle montagne
per essere utilizzato deve essere tagliato e lucidato, con procedure
di lavorazione lunghe e complesse. Anticamente i grossi blocchi
di marmo venivano tagliati a mano con una lama unica che lentamente
penetrava nel blocco. Successivamente per il taglio venne impiegato
il telaio ad acqua grazie al quale si ottenevano dei pezzi quadrati
in gergo chiamati "quadrette", "ambrogette"
o "marmette" che di seguito venivano levigati a mano.
Il progresso della tecnologia ha aiutato molto il lavoro dell'uomo
che, grazie all'avvento delle macchine ad acqua chiamate "frulloni",
ha risparmiato fatica nell'impresa della lucidatura non più
solamente manuale. Oggi gli automatici impianti di segagione di
lucidatura rendono il lavoro dell'uomo meno faticoso e pericoloso
rispetto al passato.
La visita
alle cave, raggiungibili con comode strade
asfaltate, è consentita con le dovute attenzioni. La visione
superba e affascinante degli ampi bacini, delle bianche colate dei
ravaneti, della titanica opera dell'uomo, lascia nel visitatore
un ricordo incancellabile.
Gli
artisti
Il marmo sarebbe solo una
fredda pietra, splendida ma naturalmente priva di forme se non vi
fosse la mano dell'uomo a modellare sculture ad architetture. Gli
antichi Romani prediligevano il marmo bianco di Carrara
per abbellire le loro dimore e per celebrare la gloria del loro
impero nei sontuosi monumenti, nei palazzi e nelle strutture pubbliche.
Così, sin dal passato, la cittadina di Carrara e più
in generale tutta la Versilia, hanno dato i natali a vere e proprie
generazioni di scalpellini, scultori e picchia pietre che sulle
montagne apuane hanno imparato a conoscere questa candida pietra,
a lavorarla, a levigarla, a farla vivere attraverso ingegnose opere
dalle svariate forme.
Numerosi sono gli artisti
"senza nome" che hanno lasciato visibili tracce del loro
operare, nelle vie, nelle piazze, negli edifici religiosi, ovunque
per le strade. A loro, come ai più noti artisti, si riconosce
il merito di aver decorato città, di aver ingentilito austeri
palazzi e soprattutto, come il grande maestro Michelangelo,
di aver dato vita a sinuose statue talmente belle da sembrare reali,
talmente vive da avere un'anima.
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